Ogni anno una nuova installazione per creare nel futuro un luogo d'arte

Opere

L’idea di OCA, nelle intenzioni del suo curatore artistico Emanuele Montibeller, è quella di creare un laboratorio culturale, dove trovino spazio non solo le arti visive ma una molteplicità di discipline e di attori. Il progetto si propone così come un luogo di riflessione, di ricerca e di rigenerazione, chiamando ad agire e a relazionarsi fra loro in modo trasversale, scienziati, filosofi, artisti, architetti, antropologi, poeti, scrittori.

Quest’anno è stato scelto l’artista svedese David Svensson per inaugurare questo spazio e la sua opera “Home of the World”, realizzata appositamente per OCA, sarà la prima della collezione permanenteIl tema della convivenza tra l’uomo e la natura, infatti, sarà sviluppato da OCA anche nei prossimi anni, proponendo ogni stagione una nuova mostra nello spazio-museo, e nuove opere nel verde, che poi resteranno nell’oasi, creando nel tempo un luogo d’arte.

Installazione di David Svensson

Home of the world

Oltre lo spazio-museo che ospita la mostra fotografica di Massimo Vitali, in un percorso che segue la curva della collina, sventola contro il cielo “Home of the World”, l’opera dell’artista svedese David Svensson, realizzata da centinaia di bandiere da tutto il mondo. Perché proprio le bandiere sono il punto di partenza della sua riflessione? Da sempre simbolo per eccellenza delle identità nazionali, le bandiere sono l’espressione grafica, o meglio iconografica, di un sentire popolare, di una storia, di una cultura, di un’identità. Ma quante volte vengono esposte ed esibite contro gli altri per rivendicare un possesso? Il percorso realizzato da Svensson per OCA, lungo alcune centinaia di metri, è caratterizzato da un grande collage con le bandiere del mondo, che sono state però de-costruite e ricomposte in modo totalmente casuale. L’effetto è straniante: ogni singola bandiera perde così il proprio carattere distintivo e identitario, venendo in qualche modo contaminata dall’accostamento di forme e di colori delle altre bandiere. Uno dei propositi dell’opera diventa quello di mettere in discussione le distinzioni in chiave nazionale che ogni bandiera normalmente porta con sé. Le linee che delimitano le nostre ‘mappe’ sono pure convenzioni, per giunta molto instabili nel tempo, mentre la natura è uno spazio che non conosce confini né divisioni.

La bio dell'artista

David Svensson

David Svensson, nato nel 1973, vive attualmente a Malmö, in Svezia. Ha conseguito un master presso la Malmö Art Academy, il Royal Institute of Art di Stoccolma e l’Accademia Nazionale di Belle Arti di Oslo, in Norvegia. Le sue opere sono state esposte in mostre personali al Moderna Museet di Stoccolma, al Wanås Konst, in Svezia, al Krannert Art Museum, negli Stati Uniti, e alla Nirox Foundation, a Johannesburg. Molte persone sono entrate in contatto con la sua “Public Art” in Svezia e nel mondo. Le sue opere monumentali sono inventive e uniche, con un interesse costante per il luogo, il tempo, lo spazio e la luce.  David Svensson è presente nelle collezioni del Malmö Art Museum, della Public Art Agency Sweden, della Auckland Art Gallery e del Krannert Art Museum, Urbana-Champaign, USA.

Abitare è più che vivere dentro un luogo: è farlo diventare la nostra casa, nel senso di rifugio, di protezione, ma anche di relazioni umane. Chi ha una casa ha una propria identità e un posto specifico nella società. Se per casa intendiamo il mondo intero, capiamo bene come il tema ambientale – che oggi si è imposto per fortuna con grande urgenza nell’opinione pubblica – non può riguardare solo l’ambiente in senso stretto. Diviene una questione culturale, antropologica e sociale. È su questo ragionamento che poggia le sue fondamenta il progetto OCA. Un progetto ambizioso, che partendo da un luogo solo apparentemente periferico, intende farne la metafora dell’intero pianeta. Si tratta dunque di un luogo speciale che vuole diventare un laboratorio culturale, dove non trovino spazio solo le arti visive, ma una molteplicità di discipline e di attori. Un laboratorio che cercherà di fornire risposte alla domanda essenziale: come abiteremo il mondo? Il tema, come dicevamo, va affrontato da più ambiti: quello scientifico, ma anche quello creativo. L’arte ha un ruolo importantissimo in tutto questo, perché rappresenta il fondamento identitario di una società. Senza cultura non si crea identità. OCA vuole suscitare la riflessione, la ricerca, vuole essere un luogo che si autogenera. 

Emanuele Montibeller – Direttore Artistico di OCA

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