EROSIONS

Arne Quinze

L’artista belga Arne Quinze porta a Oasi Dynamo “Ceramorphia”, una scultura monumentale capace di evocare una natura “altra”. Steli, germinazioni e crescite spontanee non sono la riproduzione del mondo naturale, ma una sua trasformazione attraverso lo sguardo e l’azione dell’uomo, invitando a riflettere sulla condizione contemporanea: mai come oggi l’essere umano incide sui sistemi naturali, e mai come oggi ne appare così distante.

La domanda che l’opera solleva non riguarda solo il destino della natura, ma quello dell’uomo stesso: siamo ancora in grado di abitare il mondo che stiamo creando, o stiamo costruendo un ambiente che, pur portando la nostra impronta, ci renderà definitivamente estranei a noi stessi?

Biografia dell’artista

Arne Quinze, nato il 15 dicembre 1971 a Gand, è un artista concettuale belga, noto soprattutto per le sue sculture e installazioni fitomorfe di grandi dimensioni, spesso realizzate con materiali riciclati.

Il percorso artistico di Quinze si è discostato dalla formazione accademica tradizionale: ha frequentato la Royal Academy of Fine Arts di Bruxelles, ma in seguito ha abbandonato gli studi e si è affacciato al mondo dell’arte con le prime incursioni di graffiti art, fornendo una base per le sue successive grandi installazioni e l’esplorazione dello spazio pubblico.

Quinze ha realizzato numerose opere in tutto il mondo. Tra le più importanti si annoverano “Uchronia” (2006), una grande installazione temporanea in legno realizzata per il festival Burning Man nel deserto di Black Rock in Nevada; “Cityscape” (2007 – 2009), un’imponente scultura temporanea in legno installata nel quartiere Louise di Bruxelles, “La Sequenza” (2008), una grande installazione in legno su Leuvenseweg a Bruxelles, che collega gli edifici del Parlamento fiammingo con la Camera dei rappresentanti fiamminghi, il “Faro Rosso” (2010) nel Parco delle Sculture di Jing’an a Shanghai in Cina.

Il legame con la natura per Quinze è essenziale, vitale nel vero senso del termine. Come una missione, l’artista belga tenta di spezzare il grigiore delle città contemporanee trasformando strade e piazze in musei a cielo aperto con un unico intento: riavvicinare le persone, creare legami e condivisione e omaggiare il valore della diversità.

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